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Storie dei MasterProf italiani
Raffaela
Di Maio
RAffaela Di Maio "Insegno perché non ho perso ancora la voglia di sognare e di desiderare un mondo migliore costruito dai bambini. Loro sono il nostro futuro, loro possono cambiare il mondo"
Ordine di scuola Primaria Materia disciplina Sostegno Regione Lombardia

Pratiche educative innovative
Tutta la sua didattica si basa sull' "ESSE EST PERCIPI" cioè "Io esisto se sono percepito dagli altri". Il bambino che VIENE PERCEPITO esiste e se NOI SIAMO PERCEPITI da lui ESISTIAMO e quindi possiamo "DARE" e lui può RICEVERE. Questa corrispondenza è la base della RELAZIONE EDUCATIVA. Non ha RICETTE e neppure un MODELLO da seguire, per lei tutto sta nella capacità di OSSERVARE, di saper LEGGERE attraverso il corpo in movimento il Bisogno educativo del bambino e nel SAPER INSTAURARE una RELAZIONE EDUCATIVA su cui poggiare la azione didattica. In tale contesto parte sempre da ciò che il bambino SA FARE e poi si crea un suo modello di insegnamento basato su un SAPERE ESPERENZIALE costruito in modo autonomo e personale e continuamente aggiornato nell'ottica del life - long - learning. Una volta instaurata la comunicazione biunivoca, ogni pratica educativa è efficace, si può usare il metodo della task analisysis per accrescere i repertori di risposte dei bambini su una storia letta in classe, i prompts per far loro intuire le risposte, i tutor per rendere omogenei i gruppi di lavoro, i rinforzatori per incentivare tutti i bambini a fare del loro meglio ed a raggiungere risultati eccellenti rafforzando l'autostima e la consapevolezza che tutti ce la possono fare se si impegnano. Tutto ciò va condito con spezie vecchie come il mondo: L'AMORE per l'altro ed IL RISPETTO per le differenze.

Contributo all'apertura mentale degli studenti
La linea conduttrice del suo insegnamento è "IMPARARE AD IMPARARE"; ogni suo intervento è ispirato da questo principio per cui mette in prima linea il FARE, L'AGIRE PRATICO in modo che la mente si eserciti, si apre alla collaborazione e all'idea che FARE INSIEME E' MEGLIO. Tutto va SPERIMENTATO e MONITORATO per cogliere i cambiamenti e trovare soluzioni diverse ai problemi che si presentano. Lavorando insieme si impara che l'ALTRO può aiutarci, che ognuno è diverso dall'altro per le sue conoscenze, per le tradizioni, per la lingua, per le inclinazioni, per il suo carattere, per il suo modo di approcciarsi alle cose e che ognuno può ARRICCHIRE l'altro con il suo essere "DIVERSO". In tale contesto le DIFFERENZE diventano un VALORE AGGIUNTO non un PROBLEMA. Tutto ciò accade creando un CLIMA RELAZIONALE EMPATICO in modo che tutti capiscano che imparare dall'altro in un "DARE E PRENDERE" reciproco aiuta a risolvere, là dove è possibile, ogni situazione problematica.

Istruzione accessibile
L'AMORE ED IL RISPETTO per l'altro sono il canale per raggiungere ogni mente; l'istruzione può arrivare dovunque se ci sono questi due fattori sia al bambino di classe medio alta sia a quello di classe bassa anzi sono proprio quelli che provengono da estrazione sociale bassa ad essere più ricchi di esperienze che possono arricchire tutti gli altri bambini. Il bambino che presenta un bisogno educativo speciale legato a fattori biologici, psichici o sociali è un bambino che si sente fuori dal contesto scolastico per cui per far si che l'istruzione arrivi anche a lui bisogna adottare una didattica inclusiva finalizzata al raggiungimento del successo formativo dell'alunno. Quindi in primo luogo la sua azione didattica si basa sul riconoscimento e la valorizzazione delle differenze di tutti in modo efficace ed efficiente; poi elabora una didattica creativa, adattiva e flessibile ed il più possibile vicino alla realtà. Applica, così, una didattica caratterizzata da una relazione dialogica-affettiva che garantisce la comprensione del bisogno e l'attuazione di risposte funzionali. Lavorando in questo modo non le sfugge nessun alunno, interessa tutti, li rende parte attiva dell'azione didattica ed insieme si divertono ed "IMPARANO AD IMPARARE".

Contributo nel rendere gli studenti partecipi alla crescita del territorio
Ogni sua azione didattica parte dalla conoscenza dell'alunno e di quello che è il proprio contesto di crescita per cui, ogni attimo, viene analizzato e studiato il territorio in cui si vive e lo si fa senza grandi preparazioni ma in modo molto spontaneo e semplice. Cita, ad esempio una piccola azione quotidiana: il saluto; esso viene fatto in italiano, in rumeno, in bulgaro, dipende dalle diverse nazionalità dei bambini presenti in classe; poi si analizza la molteplicità di nazionalità presenti in classe ed il cambiamento del contesto classe negli ultimi anni per passare poi al cambiamento, per transitività, del territorio, della popolazione, degli usi, delle tradizioni ecc. Potrebbe continuare all'infinito perché la sua creatività non ha limite, ciò che vuole sottolineare è che non trascura niente per fare lezione, per portare gli alunni alla conoscenza, per renderli partecipi dei cambiamenti. Si può passare poi ad analizzare altri aspetti della crescita del territorio come l'aspetto geografico, quello storico, quello culturale organizzando visite guidate, percorsi nei settori economici per scoprire quali sono i prodotto tipici della zona. A tale proposito ricorda che un anno con bambini di quinta ha analizzato il territorio del comune dove risiede: Marano di Napoli, andando alla scoperta dei vecchi mestieri (cestai, scalari, falegnami) e dei prodotti tipici del posto (mela annurca, ciliege della Recca, piselli, le castagne dell'ippocastano) di cui aveva sentito parlare dai "vecchi" del paese, ma che neanche lei conosceva. E' stato un successone perché i ragazzi ne hanno parlato con genitori e nonni i quali si sono complimentati con la preside per questa brillante iniziativa, affermando che le tradizioni non vanno dimenticate, ma conosciute e consolidate. I ragazzi hanno poi voluto organizzare per i più piccoli la festa delle mele, delle ciliegie e fabbricare con le castagne dell'ippocastano un talco rinfrescante per gli arrossamenti della pelle dei piccoli. Di azioni del genere ne può raccontare a centinaia poiché non perde nessuna occasione per arricchire il bagaglio di conoscenze dei suoi alunni, specie se si tratta del territorio in cui vivono.

Valorizzazione della "professione docente"
Valorizza la "professione docente" semplicemente "raccontandosi" e parlando ai genitori di ciò che loro possono fare per i propri figli. I docenti non sono maghi o santi, capaci di fare miracoli, possono solo OSSERVARE, LEGGERE I BISOGNI EDUCATIVI DEI BAMBINI ed AGIRE cercando di trovare la strada per contribuire alla costruzione del benessere psico fisico del soggetto che si ha a carico. Crede fermamente che solo se si è capaci di mettersi in gioco, di saper ascoltare e comunicare con tutti gli attori del processo educativo, se si lavora nell'ottica di una didattica inclusiva che riconosce e valorizza le differenze e si è in grado di trasformare le differenze in ricchezze per tutti, si possa veramente elevare e valorizzare la "Professione docente". Bisogna essere in prima linea, fare i fatti non riempirsi la bocca di belle parole, dimostrare che ciò che si afferma se viene messo in pratica serve alla crescita ed allo sviluppo della personalità dei bambini.

Premi e riconoscimenti
I riconoscimenti e le soddisfazioni personali più importanti li ha avuti negli ultimi sei anni di insegnamento, durante il precariato, da parte di studenti, genitori, dirigenti e docenti universitari. Sono stati anni bellissimi quando insegnando come docente elementare su posto comune, su l'inglese e sul sostegno presso la scuola elementare statale "G. Siani" terzo circolo didattico di Marano di Napoli (Napoli) ha avuto modo di raccogliere grandi soddisfazioni. I complimenti più belli da parte degli alunni sono stati, ne cita solo alcuni perché sono stati tanti, "..maestra tu mi piaci, non perché sei una bella donna, ma perché sei un'inglese napoletana"; ancora.."...maestra ho deciso, dopo quello che mi hai detto, mi voglio salvare dal fosso mi sono iscritto al doposcuola"..oppure messaggi con gli occhi sgranati ed un sorriso splendente di bambini cerebrolesi che sembravano rassicurarla che stava facendo bene e che loro esistevano in quel momento perché sentivano che lei li percepiva. Ogni suo intervento era bene accetto dai genitori degli alunni che pregavano il dirigente di fare una lettera al provveditorato affinché le confermasse su quella classe fino al termine del ciclo scolastico. Tale successo era confermato ed accettato da tutti i suoi colleghi che, quando vedevano arrivare in classe Raffaela, erano felicissimi e dalla dirigente che si complimentava continuamente per il suo lavoro e la ringraziava per lo spirito di abnegazione totale. Il momento di soddisfazione personale è stato quando, discutendo la tesi all'esame di specialistica per l'insegnamento agli alunni con disabilità, alla bellissima età di 58 anni, i professori dell'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli hanno elogiato il suo zelo e il suo impegno durante il corso e sono rimasti affascinati dal suo lavoro finale, attribuendole la lode.

Ulteriori considerazioni
Pensa che la didattica inclusiva è il cardine della scuola: alla base di tale didattica c'è, a suo parere, la percezione e l'apprendimento senso motorio. Il bambino che impara ad imparare è quello che dall'osservazione e dalla percezione passa all'elaborazione e poi all'azione. Lui costruisce il sapere attraverso un processo circolare che coinvolge tutto l'organismo. In tale processo fondamentale sono i gesti che esprimono significati che vanno oltre la parola e la scrittura ed orientano il processo di insegnamento- apprendimento. Ecco perché crede che l'osservazione sistematica del corpo in movimento è uno strumento eccellente per leggere i bisogni educativi dei bambini ed anche eventuali problemi ed orientare l'attività didattica verso interventi personalizzati ed individualizzati per quel bambino con quel problema. La sua azione didattica si basa molto su attività dove protagonista principale è il corpo in movimento ad esempio durante i miei anni di precariato quando le era affidato l'ambito logico-matematico amava molto spiegare i concetti geometrici ed aritmetici facendo usare ai bambini il loro corpo. Insieme hanno costruito la linea dei numeri (in palestra oppure in classe al centro c'era un bambino con il numero zero, a sinistra alcuni bambini con numeri negativi, a destra altri bambini con numeri positivi e si eseguivano addizioni e sottrazioni)o ancora abbiamo costruito la circonferenza ed acquisito il concetto di area di un cerchio con il compasso umano (un bambino era il centro del cerchio mentre un altro era il raggio che si spostava lentamente e tangeva i piedi di altri bambini costruendo la circonferenza e tracciando l'area strisciando con il dorso su del talco cosparso sul pavimento). Ci sono tantissimi giochi-esperimenti che abbiamo fatto in classe e vi posso garantire che ci siamo divertiti molto anche se non avevamo spazio e strumenti. E' del parere che quando si vuole fare scuola nel vero senso della parola basta poco: amore e creatività ed ogni angolo si trasforma nel più ricco e bel laboratorio dove si impara ad imparare giocando e facendo sulla propria pelle esperienze che non saranno mai dimenticate.
Tiene a precisare che tutte queste esperienze non le ha fatte nella scuola dove attualmente è di ruolo, ma nella scuola elementare "G: Siani" terzo circolo didattico di Marano di Napoli dove ha insegnato per la maggior parte del tempo del suo precariato.

Io insegno perchè...
«Insegno perché non ho perso ancora la voglia di sognare e di desiderare un mondo migliore costruito dai bambini . Loro sono il nostro futuro, loro possono cambiare il mondo, loro possono aiutare gli adulti ad essere migliori e a risvegliare, parafrasando Pascoli,"il fanciullino" che alberga in ognuno di noi. Insegno perché è bello "raccontarsi" far partecipi gli altri delle proprie esperienze in modo che possono prendere insegnamenti, amo parlare, coinvolgere gli altri, entusiasmarli renderli felici e speranzosi, ridare fiducia a chi è sfiduciato, gioia a chi è addolorato.... e tutto ciò lo posso fare solo INSEGNANDO.»




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